Drogato d’amore

Oggi si parla molto di dipendenze non tossiche, cioè dipendenze in cui non intervengono sostanze come alcol, cannabis o cocaina; noto anche come dipendenze comportamentali.

Alcuni esempi sono: dipendenza dal gioco d’azzardo, shopping, sesso, pornografia, social network o Internet. Oggi vi parlerò di un’altra di queste dipendenze, una che è appena conosciuta, anche se molti di voi si identificheranno rapidamente, oggi parleremo della dipendenza dall’amore o, meglio, di dipendenza dall’innamoramento.

Una cotta che “aggancia”

Non stiamo parlando di qualcosa di romantico, o di poesia, stiamo parlando di una dipendenza, e quindi di chimica e cambiamenti nel cervello. Quando qualcuno si innamora prova una sensazione molto particolare, un piacere così intenso che non troveremo nient’altro nella vita che sia paragonabile. I colori sono più luminosi, l’aria è più fresca, le persone sono più amichevoli, tutto è molto più piacevole; i problemi scompaiono e l’ottimismo e la felicità vengono sprecati in abbondanza. Inebriato d’amore! Che carino! Solo che è finita, non dura per sempre.

È così che lo comprendiamo tutti, ed è così che lo viviamo. Ebbene, non tutto. Alcune persone non accettano il crollo che arriva presto e cercano uno stato perpetuo di infatuazione. Il cervello diventa ossessionato da queste prime fasi dell’amore, proprio come un eroinomane diventa ossessionato dall’eroina o un alcolizzato dall’alcol. Stiamo parlando di un’aggiunta, perché non importa quale sia lo stimolo, è una questione di chimica.

Nel cervello innamorato aumentano i livelli di alcuni neurochimici chiamati anche neurotrasmettitori, come la dopamina, legati ai circuiti della ricompensa e del piacere; norepinefrina, responsabile della sensazione di euforia o eccitazione e serotonina, che agisce sulle emozioni e sull’umore ed è responsabile della sensazione di felicità.

Questi cambiamenti nella chimica del cervello sono molto simili a ciò che provi quando usi droghe.Ad esempio, la cocaina, quello che fa è bloccare i recettori che eliminano questi neurotrasmettitori una volta che sono stati utilizzati, aumentando così i livelli e provocando quella sensazione di euforia e piacere.

Tutti i farmaci alterano, in un modo o nell’altro, questi livelli nel cervello, ciascuno con i propri meccanismi. Nelle dipendenze comportamentali, è il comportamento stesso che fa stimolare la produzione di questi neurotrasmettitori e in questo modo i livelli aumentano.

Il crollo dopo essersi innamorati

Il cervello, nel tempo, ritorna ai livelli normali di queste sostanze chimiche dell’amore, si stabilizza, proprio come i farmaci se assunti per un lungo periodo di tempo. Alcune persone la interpretano come la perdita dell’amore, quando in realtà quello che è successo è che i recettori neuronali si sono abituati a questo eccesso di sostanze neurochimiche.

L’immensa sensazione di piacere scompare. Questo processo è noto come assuefazione o tolleranza.; in qualche modo il cervello è meno sensibile agli effetti dei farmaci o, in questo caso, ai comportamenti che modificano l’equilibrio chimico del cervello.

Quindi il tossicodipendente ha bisogno di aumentare la dose per continuare a provare quella sensazione di piacere, cerca avidamente di recuperare lo stato di intossicazione che aveva e per questo si imbarca in relazioni pericolose, conflittuali, dolorose, con lotte e riconciliazioni, gelosia, inganni, infedeltà.

Sabota le relazioni che funzionano nel momento in cui la fretta di innamorarsi inizia a scemare e incolpa l’altro per tutti i problemi. Anche Può darsi che cambi continuamente partner, saltando da un idillio all’altro, per mantenere viva quella sensazione di novità. Alcuni possono stabilire più relazioni contemporaneamente, in un burrascoso intrigo di infedeltà, inganni e bugie. Qualsiasi cosa per mantenere quel livello emotivo, che il flusso di sostanze chimiche non si ferma.

Alcuni lettori potrebbero confondere questa dipendenza con la dipendenza emotiva o la dipendenza dal sesso. Nella prima un legame affettivo esagerato è il segno più caratteristico e nella seconda quello che troviamo è proprio l’opposto, cioè un disinteresse affettivo. Nella dipendenza dall’amore, il legame è forte all’inizio e si deteriora quando la novità finisce.

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